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Nel 1276, Pietro del Morrone diventa Abate del Monastero di Santa Maria a Faifoli, quello che molti biografi hanno indicato come il monastero nel quale era entrato come giovane novizio. E’ l’Arcivescovo Capoferro di Benevento che gli affida la riforma del complesso religioso. Per due anni Pietro del Morrone è a capo di questo monastero, ricostruendolo e risollevandone le sorti economiche. In questo periodo entra per la prima volta in contatto con Carlo I d’Angiò. Le molestie cui era sottoposto da parte di un signorotto locale, che rivendicava dei casali e altri possedimenti monastici, indussero Pietro a ritirarsi nel marzo 1279. Si recò allora in Puglia, dove assunse la direzione del monastero di S. Giovanni in Piano, presso Apricena, dando avvio al suo risanamento. Questo cenobio religioso rivestì un’importanza particolare nella esperienza religiosa di Pietro.
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