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Il 15 giugno 1295 il vecchio eremita venne condotto ad Anagni, presso la residenza di Bonifacio VIII. Per due mesi Bonifacio tenne Fra Pietro agli arresti domiciliari. Nel frattempo però provvide a fortificare il castello di Fumone, il luogo dove lo avrebbe imprigionato. In una notte di agosto lo fece trasferire nel castello e rinchiudere in una cella ricavata in una delle torri dello stesso, in uno spazio talmente angusto da contenere a malapena la sua persona. Fu sottoposto ad una vigilanza ferrea, per il timore di Bonifacio che Celestino potesse fuggire. Il Santo eremita trascorse in questo luogo stretto e orribile dieci mesi. Sabato 19 maggio 1296, l'ultimo giorno della settimana di Pentecoste consacrata dalla chiesa allo Spirito Santo, all'ora del vespro, dopo aver recitato l'ultimo salmo del salterio, con voce flebile, disse: "Ogni spirito lodi il Signore" e cessò di vivere. Prima che il Santo esalasse l'ultimo respiro, si manifestò un miracolo, così come riferito nel processo di canonizzazione. Dal venerdì e fino all'ora della morte, davanti alla porta della prigione dove giaceva Frate Pietro, apparve in aria un globo rotondo color oro, a guisa di palla , il quale a poco a poco cominciò a trasformarsi in una croce che rimase sospesa in aria per molto tempo e svanì soltanto quando avvenne il transito del Santo Eremita. Il 25 maggio 1296 il suo Santo Corpo fu trasferito con una lunga processione, alla Chiesa di S. Antonio a Ferentino appartenente alla congregazione di Fra Pietro del Morrone. continua...
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