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Frate Pietro non aveva in mente di fondare un nuovo ordine monastico in quanto ciò era proibito dal diritto canonico. Perciò la sua congregazione di eremiti fu incorporata nell'ordine benedettino. Il 1 giugno 1263, Papa Urbano IV autorizzò il Vescovo di Chieti, Nicola da Fossa, ad incorporare gli eremiti di S. Spirito a Majella nell'ordine di S. Benedetto e il giorno seguente accolse l'eremo sotto la protezione della Santa Sede. Nel 1272 Gregorio X convocò il Concilio Ecumenico a Lione. Si vociferava che nel suddetto Concilio si sarebbero prese severe disposizioni riguardo ad alcuni ordini religiosi, che man mano venivano nascendo e che creavano gran confusione nella Chiesa; Fra Pietro temette per il suo ordine. Per scongiurare ciò, decise di recarsi personalmente a Lione. Nel 1274 all'età di 65 anni, con due confratelli, Fra Giovanni di Atri e Fra Placido de Morreis, Pietro affrontò questo lungo e pericolosissimo viaggio. Giunse a Lione alla fine del 1274 quando il Concilio era già terminato (17 luglio 1274). Ciò nondimeno, ottenne udienza dal Pontefice e ricevette il solenne privilegio che regolava definitivamente l'incorporazione della Congregazione nell'ordine Benedettino e ne confermava i possedimenti. Frate Pietro riprese allora il viaggio di ritorno da Lione nella primavera del 1275. Lungo il cammino Pietro fa sosta nella città di L'Aquila. Qui sul colle di Collemaggio, mentre prendeva riposo, gli appare in sogno la Vergine Maria che gli chiede di costruire in quel posto un tempio in suo onore. Subito dopo il suo ritorno da Lione, fu celebrato a S. Spirito a Maiella il primo continua...
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