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Il re Carlo D'Angiò aveva perfettamente capito che a Celestino non interessavano le questioni temporali, che invece erano state molto a cuore ai pontefici precedenti. Egli non amava il prestigio, il dominio con l'influenza della Chiesa su tutti i sovrani e i potenti. Il suo unico interesse era volto al bene spirituale dei cristiani, specie di quelli più semplici e poveri; a loro intendeva donare indulgenze e luoghi sacri dove poter soddisfare le esigenze spirituali e devozionali. Carlo II decide pertanto di aiutarlo in questa sua missione. Ne sono riprova i numerosi privilegi che concede al nuovo pontefice che gli permetteranno di avere mano libera in ambito politico. Il papa gli serve a Napoli. Il 6 ottobre 1294, Celestino V , tutta la curia, all'infuori del Cardinale Matteo Orsini, e il Re partirono dall'Aquila alla volta di Napoli. Il corteo raggiunge Napoli il 5 novembre. Durante il tragitto e nelle soste è documentata la presenza di moltitudini di persone accorse ad omaggiare Celestino V insieme all'accadimento di alcuni prodigi riportati anche nella bolla di canonizzazione. Noto con il nome di Maschio Angioino, Castel Nuovo è la più importante fabbrica civile di Napoli dell'epoca angioino-aragonese, voluta da Carlo I ed iniziata nel 1279. Dell'edificio originario non rimane più nulla, ad eccezione della Cappella Palatina. Tra le torri di Mezzo e di Guardia dell'edificio è serrato l'Arco di Trionfo di Alfonso, massimo ornamento della reggia ed opera fondamentale per la storia dell'arte del '400 nell'Italia Meridionale. A partire dal 5 novembre 1294 divenne sede della corte angioina e della curia pontificia, a seguito del trasferimento di Celestino V.
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